sabato 15 marzo 2008

taipei - Chang Kai Shek memorial hall

stamattina ho fatto colazione insieme a yu-chen, poi lei e' andata a lavoro e io sono andato col bus "299" verso la stazione principale della metropolitana di taipei. mi sono orientato un po' e poi ho preso la strada giusta per arrivare al "Chang Kai Shek memorial hall". ci sono voluto tornare di nuovo perche' l'ultima volta ci ero stato con yu-chen di sera e il buio non rendeva onore al posto. sul viale prima di arrivare mi imbatto in una schiera di poliziotti che presidiavano un comizio, convegno, parata o quello che era, probabilmente per promuovere uno dei due gruppi candidati per le elezioni politiche; gia' perche' anche qui hanno le elezioni politiche e le due fazioni si presentano entrambe con due candidati ciascuno, due vestiti eleganti e due piu' casual. insomma avevano chiuso un intero viale per questa dimostrazione molto americana, con tanto di spalti, sedie per gli spettatori-elettori, palloncini con slogan, fascette da mettere alla fronte e latrine di plastica stile concerto al lato della strada. si, praticamente una specie di concerto messo in piedi nel mezzo di un bel viale!
proseguo verso la grande piazza antistante al palazzo in memoria di chang kai shek dove ci sono il teatro nazionale e teatro per la musica; qui tanti ragazzi provano coerografie per balletti e per dimostrazioni in genere. un bel posto di ritrovo. proseguo per il viale, salgo la scalinata che molti salgono in stile "rocky" con le braccia alzate alla fine, e entro dentro l'enorme stanza dentro il palazzo. in fondo la statua di Chang Kai Shek e intorno grandi serigrafie di foto che ripercorrono la storia dell'indipendenza di taiwan. dopo un momento di storia mi fermo sugli scalini davanti al teatro nazionale a vedere la performance di un gruppo di ragazzi ballerini e suonatori.
giro ancora un po' tra giardini della pace e motorini dello smog e poi prendo il "299" dalla parte opposta dove ero arrivato stamani e torno a casa. mi guardo un po' di cartoni animati giapponesi in lingua cinese e finisco il curry avanzato di ieri.




venerdì 14 marzo 2008

La citta' dei millemila motorini

oggi piove e quindi staro' un po' a casa a studiare cinese. approfittero' di questo giorno morto per fare una osservazione.
taipei e' una delle tante metropoli asiatiche che si e' dovuta adeguare all'avvento improvviso del progresso e tutto quello che ha portato. come a tokyo qui tanti non usano l'automobile perche' ci sono degli efficienti mezzi pubblici, dagli autobus alla metro. molti usano spostarsi in bicicletta e molti con lo scooter. vorrei evidenziare "molti con lo scooter" perche' sono una comunita' molto consistente. girando in scooter con yu-chen ho visto spostarsi letteralmente "masse" di motorini attraverso viali e vie di taipei. ce ne sono veramente molti e qui non hanno certo tutte le leggi per l'inquinamento come in italia che ogni due anni dobbiamo cambiare motorino; da mezzi veramente vecchi e malridotti a fantastici prototipi luminescenti di scooter di ultima generazione. essendo qui meno svasati che in altre citta' asiatiche vanno per la maggiore scooter malridotti. ovviamente quasi tutti indossano una mascherina cucita a mano o comprata per l'enorme nube di smog che aleggia per le vie della citta', io che fino ad oggi non l'ho messa, ho durato veramente fatica a respirare viaggiando dietro yu-chen. tutta questa massa di persone che usano lo scooter come mezzo di trasporto ha creato la necessita' di disegnare appositi spazi dedicati interamente a loro, vedi le corsie preferenziali solo per scooter o biciclette anche sui raccordi delle strade principali, vedi lo spazio riquadrato ad ogni stop o semaforo, anteposto alla linea di stop degli altri mezzi. insomma ce ne sono veramente tanti e vengono parcheggiati fin sotto i loggiati dei negozi o delle abitazioni dove gli sono stati riservati i parcheggi a pochi centrimetri da ogni porta o entrata. vorrei fare mille paragoni con la mia citta' ma non mi ci spreco neanche. il popolo abita un paese non certo una multinazionale o qualcun'altro e quindi e' il popolo che deve trovarsi a suo agio nella propria citta' o nazione.
qui sono davvero troppi per far nascere un insoddisfazione generale.



giovedì 13 marzo 2008

taipei - cena e shopping

ieri ho fatto il solito giro per la periferia di taipei e poi son tornato a casa a leggere un po' di cinese. ho trovato dei metodi per inparare un po' la grammatica, per quanto sia gia' semplice di suo, ma tutto il materiale che ho io e' scritto in cinese semplice e la fatica che ho fatto i giorni scorsi, per imparare a scrivere un po' e ricordarmi qualche parola, e' andata in fumo.
quando torna yu-chen andiamo a cenare a taipei col suo scooter.preparo la videocamera digitale e faccio qualche ripresa dallo scooter che non capita spesso di poter viaggiare con i mezzi privati quando si viaggia. arriviamo nella zona est di taipei e ci fermiamo a mangiare in un posticino molto "local", come dice yu-chen o molto "trattoria" come direi io, gestito da ragazzi giovani che in fondo al pasto sono molto premurosi di venirci a chiedere se tutto andava bene ed eventuali commenti negativi per migliorare i piatti o il servizio. mi e' venuto da pensare che in italia per aprire un posticino cosi, per quanto davvero avesse solo 7/8 tavoli, ci vorrebbe la bolla papale e l'autorizzazione del capo di stato. che nazione in decadenza... bella eh, ma non si puo' fare niente se non guardare "quanto e' bella!". dopo ci infiliamo in un centro commerciale sotto un palazzo e mi tocca di comprare tutto...non sono riuscito a spendere piu' di 2/3 euro per ogni cosa che ho comprato e dico, avrei potuto comprare mezzo palazzo con solo i pochi soldi che avevo in tasca! (alla faccia di Chiang Kai-shek mi sono comprato pure un agendina di Mao!) fuori troviamo un mercatino abusivo di ragazzi che avevano appena smontato perche' era arrivata la polizia, ma gia' stavano mettendo tutto di nuovo in mostra. un po' come gli africani a firenze.
qui in asia penso, molte citta' diventate metropoli, hanno capito (lasciamo stare per quale tipo di politica) che cosi tante persone non possono essere solamente schiacciate dall'ingranaggio delle citta' e quindi della societa' produttrice e consumatrice che giova solo a pochi ricchi, e quindi lasciano un po' liberta' di sfogo o di estro almeno ai giovani, non mettendogli proprio sopra le spalle il peso della maledetta burocrazia che impedisce lo sviluppo e l'avanzamento stesso delle societa'.
(sara' l'agenda di mao a farmi pensare tutto cio'!?)


mercoledì 12 marzo 2008

taipei periferia

in questi giorni sono uscito qua fuori a fare un giro per il vicinato e per la periferia di taipei. e' una realta' leggermente diversa da quella della citta'; ci sono piccole attivita' posizionate sotto dei portici dove vengono anche parcheggiati gli scooter. quando abbiamo parcheggiato yu-chen ed io pensavo lei volesse entrare direttamente dentro la banca! la strada e' tenuta libera ma in compenso i marciapiedi sono pieni zeppi di cose, dai motorini ad attrezzi delle attivita' a roba in mostra. molto utile per la pioggia, forse sono stati cosi previdenti per via dei monsoni nella stagione delle piogge e per via del vento che e' quasi sempre presente. qui sembra proprio un posto dove la campagna si fonde con la citta', ci sono palazzi ma non grattacieli e baracchini invadenti noncuranti del traffico continuo. ho fatto delle foto anche dell'appartamento, non e' grande ma molto accogliente. a firenze costerebbe tanto e lei credo paghi meno di 200euro. stasera credo andremo a taipei in scooter, su mia espressa richiesta!

domenica 9 marzo 2008

taipei - mercato dei fiori e di giada

oggi abbiamo dormito fino a tardi. abbiamo fatto colazione con the' all'arancia e toast con marmellata. diretti verso taipei, ci fermiamo a vedere due mercati uno vicino l'altro che stanno sotto dei cavalcavia: il mercato delle pietre, cioe' di giada e il mercato delle piante e fiori. sono davvero grandi sopratutto quello dei fiori. di fianco ai mercati c'era una fiera, coi baracchini di roba tipica da mangiare e giochi per bambini. da ieri vediamo bruciare per strada i soldi per i morti, che non sono altro che fogliettini di carta legati assieme con magari qualcosa di scritto. li bruciano in dei braceri tipici, tipo cestini rossi con dei buchi attorno. a uno dei baracchini ci sono panetti con frutta incastonata dentro e altra roba, ci fanno assaggiare del te' con ginger, buonissimo! ne compro un panetto. dopo il parco ci fermiamo in un ristorante, sono le 16 e sentiamo un po' di fame. il ristorante e' chic famoso per i giapponesi, infatti dentro ci salutano in giapponese. ci rifocilliamo e andiamo a vedere il monumento in onore di Chiang Kai-shek. poi il vento ci sposta in metropolitana e poi a casa, con due frutte comprate sotto al baracchino raccatta smog. ora the' verde e dolcini con uovo e qualcos'altro. io scrivo il blog con il sottofondo della televisione e yu-chen fa la doccia, cioe' il lago nel bagno! perche' ogni volta allaga tutto! dopo faro' un tuffo anche io.
notte...



sabato 8 marzo 2008

jioufen - la citta' d'oro

stamattina sveglia verso le 7, ci mettiamo un po' per svegliarsi. andiamo a prendere il treno a banciao che ci portera' a jioufen, un paese di montagna, un tempo ricco per la presenza di una miniera d'oro e successivamente famoso perche' ci fu girato il primo film taiwanese.circa un ora e siamo gia' immersi nelle vie piene di baracchini che vendono tutto il possibile ed inimmaginabile da mangiare. ci fermiamo a mangiare un po' di tutto dal dolce all'agrodolce, dal salato a quello che ha un sapore indescrivibile, yu-chen mi fa provare anche lo stinky-tofu che puzza veramente di tutto e il suo odore ti fa venire in mente la stalla dei maiali; quando lo metti in bocca il sapore e' buono ma sembra davvero cacca di maiale speziata! inutile dire che l'alito rimane "fresco" per tutto il giorno. il paese e' davvero tipico e a chiunque farebbe ricordare di stare su di un isola con tutta la vegetazione tipica delle isole tropicali. io ho anche immaginato di essere magari al tempo della guerra nascosto nella fitta vegetazione. qualche foto, mi compro un ocarina e due altre cose visto che il paese e' ovviamente attrazione turistica e pieno di negozi per tutte le viuzze arroccate sulla montagna. anche qui cani randagi quanti ne vuoi, forse ne ho visto uno al guinzaglio.
dopo pranzo, anche se le nostre forze erano agli sgoccioli, ci inoltriamo sull'altro lato della montagna in cerca di un tempio molto piu' grande di quelli che si trovavano lungo il paese, ma che avevamo notato salendo. per strada incontriamo un simpatico barbone o aborigeno o chiccessia che, ovviamente ci ferma e sbiascica qualcosa a me, pensando che comprendo il cinese, e poi qualcosa a yu-chen che capisce poco anche lei. ma il particolare piu' scioccante era lo scricchiolio che produceva forse il collo o non so quale parte del corpo dell'aborigeno, come stridio di ossa o rumore metallico; lo incontriamo all'andata e al ritorno dal tempio piu' grande. che bello! il tempio e' bello e rubo due foto fuori e dentro. qua hanno tanti dei buoni e cattivi ed e' difficile capire in che tempio si entra. al ritorno facciamo un salto keelung per cenare persi in mezzo al doppio dei baracchini della mattina al paesino. ceniamo alle 18 con una frittata di ostriche un po' gommosa, menomale che sono di bocca buona!
adesso siamo tornati da fare la spesa, doccia e poi a letto.
notte...
p.s.: ho ancora la sensazione di stare sull'aereo...



venerdì 7 marzo 2008

finalmente a taipei


dopo giorni lunghi ed estenuanti di agonia, eccomi arrivato a taipei, la capitale di quell'isola cosi invisibile che e' taiwan. se vogliamo fare la proporzione sara' grande a dire tanto come la sardegna, ma forse meno.
sono arrivato all'aeroporto di taipei che e' situato a circa 30 minuti dalla citta'. mi e' venuta a prendere yu-chen che quasi non mi riconosceva se non mi sbracciavo. qui la temperatura e' molto piu' calda rispetto all'italia, stamattina alle 11:30 ora locale, c'erano gia' 23 gradi! siamo andati al suo appartamento a lasciare le mie valigie, passati dalla banca a prendere i soldi (new taiwan dollars) e poi in un centro di telefonia ad acquistare un numero telefonico per comunicare tra noi due. dopo tutto cio' ci facciamo un giro in quello che e' uno dei centri di attrazione maggiore per i giovani. mi giro attorno e mi rendo conto che mi sembra un po' la fotocopia di tokyo: ragazzi del liceo che si mischiano a ragazzi alla moda, tanti negozi per lo shopping e bancherelle di mangiare per strada. addirittura non ero neanche tanto motivato a scattare fotografie e ne ho fatta qualcuna giusta per repertorio. verso le 20 siamo tornati verso casa di yu-chen. ci siamo fermati a prendere della zuppa con ingrdienti di tutto un po' sotto casa, in uno dei mille baracchini con pezzi di animali morti sul bancone. abbiamo cenato, col sottofondo della televisione che per me poteva-dire-quello-che-voleva-tanto-non-capivo, ora ci siamo fatti la doccia e poi a letto, ingurgitati nei mille rumori che fanno da sottofondo classico alla metropoli. domani si va a nord, non so bene dove ma me ne frega anche meno.
ora a letto che sono letteralmente due giorni che sono sveglio.
buonanotte...